Souvenirs dell'Alto Adige - questi sono indispensabili!

Prodotti senza i quali non si dovrebbe tornare dalla vacanza in Alto Adige:

Tutti possono comperare souvenir economici. Ma quello che è tipico dell’Alto Adige, quello che viene premiato da intenditori ed appassionati, non dovrebbe lasciarselo sfuggire. Non fa differenza se è un regalo o un ricordo personale.

Portate a casa un pezzo di stile di vita altoatesino.

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Vini dell’Alto Adige

Scarsa ma raffinata. Così spesso viene descritta la produzione vinicola in Alto Adige. A ragione, negli ultimi anni i viticoltori altoatesini sono enormemente cresciuti in qualità. Numerosi premi lo testimoniano. Lungo l’Adige e l’Isarco crescono, su 5000 ettari, due terzi di vini rossi ed un terzo di vini bianchi. L’80 percento buono dei vini altoatesini possiede il titolo DOC. I vini rossi vengono prodotti prevalentemente da uve Schiava e dalle loro varianti. Tra i vini bianchi dominano il Borgogna e lo Chardonnay. Del resto, in Alto Adige c’è da diverso tempo anche una notevole produzione di spumante, in particolare Borgogna bianco e Chardonnay.



Souvenirs dell'Alto Adige - questi sono indispensabili!

Speck altoatesino

Il suo marchio è la pettorina dei pantaloni di pelle con il logo Alto Adige. E ad esso è legata anche la sua origine, poiché prima lo speck era l’alimento principale dei contadini, che attraverso l’affumicaturatrovarono il modo di conservare la carne. Oggi lo speck altoatesino è noto e apprezzato per il gusto leggero delle sue carni tenere e magre. La produzione del resto prevede disposizioni rigide, come ad esempio l’affumicatura con legna resinata selezionata. E si sente.
Fa parte di un’escursione in Alto Adige come la montagna e il sole. Con un bicchiere di vino rosso e del pane, in Alto Adige, si sa, non serve molto per sentirsi bene.

Scultori in legno della Val Gardena

Non c’è quasi niente che simboleggia il classico e tradizionale Alto Adige come gli scultori in legno della Val Gardena. L’usanza di intagliare crocifissi ha origine nel XVII secolo, quando i contadini cercavano un secondo introito durante il lungo inverno. Pioniere fu Melchiorre da Vinazo, il quale mostrò ai contadini della Val Gardena come intagliare figure d’arte sacra. Questo ebbe delle ripercussioni. Fino ad oggi le figure e i presepi vanno a ruba. Ma anche i gardenesi col tempo sono andati via. Per chi non ama i motivi sacri, ci sono figure di animali, danzatori o sculture moderne.

Una lista completa con gli indirizzi degli scultori in legno della Val Gardena è disponibile al sito www.holzschnitzereien.net






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