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L'usignolo del Sassolungo

C’era una volta, ai piedi del Sassolungo, nelle Dolomiti, un magnifico castello abitato da una bellissima principessa. La fanciulla possedeva una dote straordinaria, poteva trasformarsi in un usignolo ogni volta che lo desiderava. Questa dote straordinaria non l’avrebbe avuta per sempre, sarebbe svanita con la morte di una misteriosa persona.

La principessa pensava spesso a chi potesse essere, ma la risposta non riuscì mai a trovarla. La fanciulla era solita volteggiare sopra il cielo della foresta di Vallenosa, un giorno notò un vecchio castello che a prima vista sembrava disabitato. La principessa usignolo si avvicinò al castello e si posò sul ramo di una betulla e si mise a cinguettare. 

Dalla finestra, ad un certo punto, apparve un possente cavaliere, colpito dall’allegro cinguettare dell’usignolo e rimase ad ascoltarlo e ammirarlo fino al tramonto.La principessa era compiaciuta dall’interessamento del bel cavaliere e tornò spesso a fargli visita e a rallegrarlo con il suo canto.

L'amore tra il cavaliere e l'usignolo

Quando però l’usignolo non andava a trovare il principe, quest’ultimo era molto triste, decise allora di confidare le sue pene ad un amico e andare nella foresta a cercare l’uccellino. L’amico però gli rivelò il segreto dell’animale, che in realtà era una bellissima principessa di cui il cavaliere si era disperatamente innamorato.Il cavaliere, confuso tornò al castello e sentì di nuovo il melodioso cinguettio.

Il cavaliere non riuscì a resistere e confesso alla principessa usignolo il suo amore, lei una volta udite le sue quanto mai confuso, fece ritorno al castello ed ecco riudire il dolce cinguettio. Colto dall’ardore, il castellano confessò il suo amore per la fanciulla, ma lei, spinta dalla paura, spiccò il volo e fuggì via.

Passarono molti giorni, alla fine però la principessa trovò il coraggio di tornare dal cavaliere, quando arrivò però era troppo tardi, il cavaliere era morto di crepacuore e giaceva immobile nel cortile del castello.

Da quel giorno la principessa mantenne le spoglie dell’usignolo, ed ancora oggi si può udire, nei pressi del Sassolungo, la sua incantevole melodia.

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